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CAPPELLINI 2018 RITRATTI DI DESIGN (DESIGN PORTRAITS)

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Dalle forme estreme alla riduzione essenziale delle linee, dai colori netti ai toni neutri, dai materiali tecnologici agli elementi naturali. E poi, la componente ludica, inaspettata, ironica. Quelli che sembrano contrasti, per Cappellini diventano due parti di una stessa visione e determinano l’identità progettuale dell’azienda. In questa contrapposizione si definisce un’esperienza dell’abitare che supera le mode, i confini funzionali e il semplice esercizio di décor. Coerente con il proprio DNA, il brand intreccia sperimentazione industriale e ispirazione artistica, tradizione e contaminazioni culturali, facendosi portavoce di un messaggio d’avanguardia che mette in mostra in occasione del Salone del Mobile di Milano, in scena dal 17 al 22 aprile. Le nuove collezioni sono esposte in una scenografia di luce netta e bianchissima, ottenuta con l’uso dei neon, per enfatizzare il linguaggio stilistico di ogni progetto, per esaltare i colori nelle loro sfumature, per valorizzare le texture delle superfici. In un rimando alle opere luminose di Dan Flavin e alle ambientazioni al neon di Lucio Fontana, ma anche all’utilizzo della luce come elemento architettonico, Cappellini definisce l’esperienza effimera del design, in cui gli oggetti si spogliano della loro funzionalità per diventare icone di se stessi. Con un allestimento d’ispirazione artistica, gli elementi d’arredo sono presentati in un sistema di box e torri in cui esprimono i loro contenuti progettuali più profondi, raccontando la sofisticata lavorazione delle superfici e l’uso inedito dei materiali, resi possibili dalla ricerca sull’innovazione. Il colore stesso diventa parte del processo creativo e produttivo, riprendendo le tonalità calde degli affreschi e dei dipinti del passato, così come i toni pop dell’Op Art. Ancora una volta, le collezioni Cappellini raccontano la loro natura eclettica, anticipando i comportamenti e i bisogni dei fruitori, per adattarsi con disinvoltura agli ambienti residenziali e ai progetti di contract.
 
DENTO - Tomek Rygalik 2018
Le forme sono morbide; le superfici, levigate; il segno, pulito. Nell’incontro fra quattro elementi stondati, che ricordano i ciottoli di fiume, nasce la poltroncina Dento. Una seduta tutta curve che invita al comfort, grazie anche alla costruzione tecnica degli interni che consente ai braccioli di adattarsi alle posizioni di chi la utilizza, per poi tornare ogni volta alla perfezione originaria. Lo stesso vale per i tessuti o le pelli di rivestimento: si piegano, si arricciano, si schiacciano, ma non si stropicciano mai. Avvolgente e confortevole, Dento è proposta nella variante Swedish style con gambe in frassino, ma anche nella versione girevole con base in alluminio pressofuso.
 
JULI PLASTIC - Werner Aisslinger 2018
A più di vent’anni dal progetto originario, nasce una nuova variante di Juli, la poltroncina che nel corso della sua storia si è prestata a molte interpretazioni creative e costruttive. Questa è la volta di Juli Plastic: la scocca è stata ripensata nella lavorazione della plastica, stimolando nuove frontiere di sperimentazione. Con un restyling quasi impercettibile che ha valorizzato i contenuti stilistici del primo progetto, le curvature della scocca sono state rese più leggere così da preservare la plasticità scultorea, oltre al comfort e all’ergonomia del progetto. Dalle varianti con base girevole a quelle con gambe in legno, fino all’eleganza stilistica del modello con appoggio in tubolare di metallo, Juli Plastic gioca con i toni del rosso aragosta e del verde salvia, in una raffinata citazione neo-vintage.
 
O-CAP - Jasper Morrison 2018
È un foglio di cuoio tagliato e sagomato intorno all’idea di una seduta, l’elemento da cui è partito Jasper Morrison per definire la poltroncina O-Cap. Un’evoluzione tecnologica della Cap-Chair del 2013, che riconferma una straordinaria complessità in fase di esecuzione. Un capolavoro di artigianalità, che prende ispirazione dall’antica arte italiana della lavorazione delle pelli. O-Cap ripropone la scocca in cuoio pieno fiore e/o pigmentato a taglio vivo che in questa nuova poltroncina ne diventa l’anima per conferire sostegno, avvolgenza e morbidezza a una struttura in metallo ridotta al minimo, così da offrire grande stabilità nella massima leggerezza. La base in alluminio, anch’essa completamente alleggerita, è disponibile a quattro razze con puntali e cinque razze con e senza ruote. Pensata per l’ufficio e le aree lounge, con la sua fattura pregiata e le forme eleganti, O-Cap si adatta con disinvoltura anche al residenziale.
 
NEWOOD – BrogliatoTraverso 2018
Reinterpretando in chiave contemporanea il fascino intramontabile delle sedie in stile Windsor, nascono le sedute Newood e Newood Light firmate da Alberto Brogliato e Federico Traverso. In questa nuova collaborazione con Cappellini, il duo di giovani creativi riporta l’attenzione progettuale sul tema della sedia e il loro approccio concreto al design colpisce nel segno. Newood e Newood Light raccontano un equilibrio perfetto fra pieni e vuoti, un’armonia fra lavorazioni tecnologicamente evolute e abilità manifatturiera, un incontro fra passato e presente. Il tutto espresso in una straordinaria ricerca sui dettagli e, in particolare, nel caratteristico schienale in massello curvato: questo elemento restituisce tutta la piacevolezza tattile, la genuinità del legno e la sua rassicurante bellezza. Newood è un inno alla progettazione pura e lo dimostra anche nel fatto di essere la prima sedia impilabile, totalmente in legno, di Cappellini. Disponibile nei classici colori nero e legno sbiancato, ritrova vigore nelle nuance contemporanee del blu Shanghai e del rosso ciliegia.
 
HIGH TIME - Christophe Pillet 2018
Essenziale, ma estremamente ricercato. Semplice, ma decisamente elegante. Lineare, ma assolutamente versatile. In questi binomi si definisce il sistema di sedute High Time firmato da Christophe Pillet. Il designer per Cappellini porta l’esperienza progettuale alla dimensione sartoriale. Le forme sono costruite nei dettagli e il grande lavoro sull’ergonomia dei braccioli, così alti e aggraziati, restituisce un comfort assoluto. Il segno deciso si ammorbidisce nella definizione dei volumi che prendono forma in un sorprendente controllo graduale. La base in tubolare di metallo solleva la seduta, valorizzandone la leggerezza visiva. Il rivestimento completamente sfoderabile annuncia una nuova epoca nel settore degli imbottiti. Concepito come un sistema modulare e personalizzabile, High Time si declina in divani a due o tre posti, in elementi centrali e angolari, in una chaise-longue, in una serie di pouf e in alcuni tavolini accessori da abbinare in composizioni sempre nuove.
 
HOT PALM SPRINGS - Carlo Colombo 2018
Il sogno della California, da Hollywood a Malibù, sfrecciando sul Sunset boulevard a bordo di una cabrio vintage. E poi, il fascino delle ville di Palm Springs, un’oasi di lusso e benessere nel deserto americano. A questi scenari si è ispirato Carlo Colombo nella realizzazione del divano Hot Palm Springs: un elemento d’arredo, comodo ed elegante, che invita alla convivialità, in cui la purezza del design si fonde con l’accuratezza dei dettagli. Lo schienale leggermente reclinato e definito in una cucitura orizzontale richiama l’immagine degli eleganti sedili delle decapottabili sportive che scorrazzano sulle strade della California e gli anni Sessanta tornano nell’esperienza dell’abitare. Proposto come un sistema componibile, Hot Palm Springs si assembla in layout personalizzati e si sceglie nella variante monocolore oppure nella raffinata versione con profili a contrasto.
 
HARD DRESS - Piero Lissoni 2018
Il design richiama la moda e nasce Hard Dress, la sedia con il chiodo. L’iconica cerniera del giubbotto più famoso dei ruggenti anni 80 ha ispirato Piero Lissoni nella reinterpretazione delle poltroncine M330 e 331; il rivestimento in pelle richiama lo stile rock del Perfecto. Così, il designer è riuscito a dare una nuova forza espressiva al tema della seduta e ne sottolinea il profilo geometrico con una cerniera evidente, a doppio cursore, che diventa il motivo decorativo, oltre a renderla sfoderabile. In un viaggio fra i capi più grintosi del passato, Hard Dress approda anche alle atmosfere dell’antica Cina e si presenta nella versione con retro in tessuto, rosso o blu, ispirato ai ricami orientali che caratterizzavano le armature delle guardie imperiali dell’epoca Ming. La purezza stilistica di questo progetto si presta a interpretazioni audaci, per poi riscoprirsi sobria nella versione con braccioli e rivestimento rifinito a sfondo piega, come vuole la tradizione classica.
 
WAKU – Nendo 2018
La perfezione è nei dettagli e questi rispecchiano, ed è proprio il caso di dirlo, una raffinata sfida produttiva. Nella linea di specchi Waku, Nendo ha definito il proprio dettaglio nell’atto di incassare la superficie specchiante rispetto alla cornice. Un esercizio di stile portato all’estremo che esalta il rigore grafico del progetto e sfida le capacità produttive di Cappellini. Quattro misure, quattro interpretazioni dell’oggetto d’arredo più vanitoso di sempre. Il profilo, ottenuto con una linea nera, si snoda anche ben oltre lo specchio per definire piccoli piani d’appoggio e un appendiabiti, nella proposta da terra.