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CAPPELLINI GOES GIPSY, UN VIAGGIO CALEIDOSCOPICO NEL MONDO CAPPELLINI, FRA TRADIZIONE E CONTEMPORANEITA’, FRA OCCIDENTE E ORIENTE.

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Dal 17 aprile fino a giugno nello showroom milanese del brand in via Santa Cecilia 4, va in scena CAPPELLINI GOES GIPSY, il secondo atto del concept voluto da Giulio Cappellini, in collaborazione con Valentina Folli, per raccontare la versatilità delle collezioni CAPPELLINI.
Il giro del mondo in otto spazi, ricchi di citazioni folk e souvenir concettuali, che raccontano altrettante ispirazioni.
Un viaggio nelle culture più radicate e suggestive del mondo, per definire un nuovo nomadismo.
In un’assoluta libertà stilistica nascono inedite interpretazioni dell’abitare.
 
Si apre il sipario su “Cappellini goes Gipsy”, il secondo episodio del format ideato dal brand di design made in Italy per raccontare, attraverso una serie di rappresentazioni evocative, la poliedricità delle collezioni d’arredo firmate dall’azienda. In scena dal 17 aprile, il giorno dell’apertura del Salone del Mobile 2018, rimarrà allestito fino a giugno, negli spazi dello showroom Cappellini di via Santa Cecilia a Milano.
“Dopo Cappellini goes Barocco – afferma l’architetto Giulio Cappellini – presentiamo Cappellini goes Gipsy, un'altra interpretazione del nostro caleidoscopico modo di pensare gli interni con i nostri arredi. Goes Barocco si rifaceva ad un periodo storico denso di colori e decori mentre Goes Gipsy racconta un percorso multiculturale che si rifà a diverse parti del mondo. Questa è la casa nomade di un viaggiatore che ama lasciarsi contaminare da culture diverse, spesso lontane ma tutte di grande emozione. Goes Gipsy è un inno alla libertà del consumatore finale che ama mixare prodotti ed atmosfere diverse con grande naturalezza”.
“Cappellini goes Gipsy” è un viaggio trasversale che inizia da una citazione delle atmosfere vintage delle leggendarie routes per poi procedere in una serie di suggestioni. Prendendo spunto dagli stilemi, dai colori e dalle usanze di otto diverse culture, Cappellini mette in mostra un’esperienza eclettica fatta di altrettanti ambienti che uniscono contaminazioni fra presente e passato, tra Oriente e Occidente, fra interior design e décor. Nasce così uno stile libero che racconta una nuova attitudine al nomadismo estetico, in cui si mescolano con grande naturalezza prodotti e atmosfere, per dar vita a un caleidoscopio di emozioni.
Prende dunque forma un percorso sensoriale in cui le collezioni Cappellini, interpretate dalla designer e scenografa Valentina Folli, sono decontestualizzate su scala geografica e immortalate in attimi di vita domestica al limite dell’assurdo. Le forme rigorose e ipercontemporanee dei progetti dell’azienda scoprono una nuova identità nell’accostamento alle diverse espressioni della cultura folk. Un’esperienza concettuale che sdogana l’aspetto più affascinante della cultura kitsch attraverso il tema del souvenir: ogni ambiente è una raccolta eccessiva ed eccentrica di oggetti, ricordi e feticci di un viaggio immaginario.
Otto ambientazioni per farsi trasportare dalle emozioni e intraprendere un viaggio intellettuale alla scoperta di nuove interpretazioni dell’abitare. Il percorso inizia con l’esperienza estiva e rilassante del MEDITERRANEO, fra villaggi di pescatori e genuina convivialità: la spontaneità di un pranzo all’aperto e il piacere della siesta in un pomeriggio di canicola si declinano in un mix di forme e gradazioni cromatiche, che dall’azzurro arrivano fino ai neutri, intrecciando le atmosfere indoor a quelle outdoor.
Si prosegue con l’immaginario del NORD AMERICA: un ampio spazio, che rievoca gli orizzonti infiniti delle grandi route, mette in scena una serie di arredi per il living dalle forme scultoree e monolitiche, in un chiaro riferimento alle suggestive formazioni rocciose della Monument Valley, ma anche ai totem della cultura Navajo che abita ancora queste zone. Un viaggio on the road che mescola le iconiche pompe di benzina della Route 66 ai manufatti della tradizione indiana. Così la linearità formale degli elementi d’arredo Cappellini si inserisce con disinvoltura in un lessico pop-folk.
 
Essenziale, ma di grande personalità è il racconto dedicato all’AFRICA. In un ambiente ispirato ai colori della terra a contrasto con i tessuti vivaci e loud si animano le primordiali forme scultoree di alcune sedute firmate Cappellini, che si caratterizzano per la purezza delle materie prime impiegate, legno, pietra lavica, terra nera, oppure per l’artigianalità applicata alla produzione seriale come in alcune poltrone. La componente manifatturiera delle collezioni Cappellini richiama i pattern dei tessuti wax, le forme antropomorfe dei mascheroni di legno, le texture dei tappeti. La magia potente e profonda del Continente nero entra nella dimensione domestica e suggerisce uno stile neotribale.
Poi, è la volta di ASIA IPERCROMATICA, che ripropone le suggestioni ipercolorate delle culture asiatiche, dall’India alla Thailandia, fino alla Cina. Le tonalità intense del bordeaux, dell’indaco e del giallo fanno da supporto a una moltitudine di forme, decorazioni, dettagli. Il living alterna una dimensione di sensuale relax alle suggestioni frenetiche delle megalopoli orientali, interpretate da un angolo street food scandito da una cascata di lanterne. In un contrasto concettuale, che privilegia i colori della sabbia e i pastello, le linee destrutturate delle sedute e le atmosfere di un villaggio beduino, va in scena il MEDIO ORIENTE: sotto l’accenno di una tenda si racconta una magia sospesa nel tempo.
I colori tornano vividi nello spazio dedicato al SUD AMERICA. I pattern dei tessuti peruviani e le opere floreali della cultura messicana e amerindia disegnano le atmosfere di una festa tradizionale in cui non manca la gioia di stare a tavola. Festoni di lucine, piñatas, piante rigogliose completano l’esuberanza naïf del mondo latino in un esplosione cromatica di tinte vivaci. L’elemento decorativo assume una connotazione molto più sobria e solenne nel set intitolato GIAPPONE, per suggerire l’intimità di un ambiente privato, come quello della camera da letto. Le stampe pop della cultura manga sono ridotte all’essenziale per incontrare l’estetica zen della tradizione millenaria dei samurai ed evocare antichi rituali. In un continuo gioco di accordi cromatici, le sedute privilegiano l’andamento orizzontale, i complementi d’arredo sono leggeri e lineari, a tratti sinuosi e avvolgenti, in apposite nicchie come fosse l’ingresso di un magico ryokan “ alla Ghibli”.
Il progetto Cappellini goes Gipsy si conclude nella galleria di vetrine che affaccia su via San Damiano: un ambiente che rievoca l’esperienza TRANSIBERIANA. Dalla Russia più estrema alla Mongolia, le culture lontane e incontaminate delle regioni settentrionali dell’Asia si manifestano attraverso passatoie, porte decorate, tonalità calde e dettagli in pelo. In questo scenario, che rievoca l’atmosfera di una tenda yurta e dunque la natura intrinseca del tema del nomadismo, si alternano sedute e complementi d’arredo stilisticamente scoordinati fra di loro, a suggerire le diverse culture di questa regione che si incontrano nella scelta del rosso aranciato come filo conduttore.
Contribuisce ad animare l’atmosfera, prendendo parte al gioco delle contaminazioni sensoriali, anche una serie di elementi scenici. Suoni, insegne luminose, neon, cartelloni e immagini d’epoca, proiezioni invitano lo spettatore a entrare nel vivo della rappresentazione, ispirandolo in una nuova libertà compositiva. Un ambiente ad effetto polaroid. L’attenzione alle scelte grafiche si riflette anche nel logo del progetto che riproduce, in una stratificazione di texture, la parola Gipsy sulle vetrine dello showroom Cappellini.