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Cappellini presenta "Homage to Shiro" ad "Abitare il Tempo 100% Project"

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CAPPELLINI PRESENTA “HOMAGE TO SHIRO” AD “ABITARE IL TEMPO 100%PROJECT”
Poesia e leggerezza in un pensiero straordinariamente innovativo

Verona, ottobre 2012

Con “Homage to Shiro” anche quest’anno Cappellini sarà protagonista di “Abitare il Tempo 100% Project”, manifestazione che si terrà a Verona dal 21 al 23 ottobre 2012 e che punta ai mercati dell’Europa e dell’est.

Nella sezione dedicata alle mostre, con un allestimento molto poetico, l’azienda racconterà la magnifica collaborazione di Giulio Cappellini con l’architetto giapponese Shiro Kuramata: saranno esposti non solo i prodotti icona che tutt’ora fanno parte del catalogo Cappellini (come i Progetti Compiuti, Revolving Cabinet, Pyramid e Homage to Mondrian), ma anche riproduzioni di disegni originali e la riedizione della celebre ed innovativa cassettiera Dinah, pezzo realizzato in poche copie negli anni ’80 poi andato fuori produzione e ora quotatissimo nelle aste di modernariato.

Tratto caratteristico di questo personaggio che ha lasciato un’impronta importante nella storia del design, era la volontà di disegnare pezzi che rimanessero unici come opere d’arte, al di fuori delle logiche della produzione seriale. Il merito di Giulio Cappellini è stato quello di convincerlo a mettere in produzione le proprie creazioni in modo da renderle fruibili anche al pubblico e ai posteri. Per questo “Homage to Shiro” ha riscontrato notevole successo e prima di giungere a Verona è stata allestita a Milano, a Roma e a Parigi.

Giulio Cappellini su Shiro Kuramata:

“La cosa che più mi attrae nei progetti di Shiro Kuramata è la grande poesia, leggerezza ed ironia. Progetti mai banali ma straordinariamente innovativi e curiosi. Shiro era una persona eccezionale, introversa e di grande cultura. Un uomo che valutava le persone e voleva essere valutato non come un numero nella massa ma per la propria personalità. Inoltre Shiro Kuramata è sempre stato molto vicino ed ispirato dall'arte. Il puro design industriale non avrebbe potuto creare oggetti poetici come i suoi: ha sempre avuto grande rispetto ed ammirazione dei grandi artisti ed i suoi "omaggi" ne sono testimonianza.

Shiro è stato un designer fantastico perchè ha creato oggetti utili ma soprattutto belli ed ha cercato con i suoi progetti di far sognare la gente: ha rappresentato al momento della presentazione dei suoi prodotti un grande salto culturale per Cappellini, il passaggio tra l'essere una azienda produttrice di mobili ad un punto di riferimento dell'evoluzione del design contemporaneo mondiale.

Poco prima che morisse ho trascorso con lui un intero pomeriggio nel suo studio di Tokio a giocare con dei pezzi di plexiglas colorato che cambiavano luminosità e colore a seconda degli spostamenti del sole, quasi senza parlare. Shiro mi ha insegnato che spesso i lunghi silenzi valgono più di molte parole.”